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Fonderia Emiliana

A partire dal 1945 a Modena sorge un discreto numero di piccole imprese metalmeccaniche, fondate in prevalenza da ex operai delle fabbriche della città e, in alcuni casi, anche da fabbri, lattonieri, carpentieri e persino contadini. 

TESTIMONIANZE

In quegli anni i licenziamenti avviati nelle maggiori fabbriche della provincia colpiscono migliaia di lavoratori, parecchi dei quali, possedendo una elevata capacità professionale, decidono a loro volta di intraprendere un’attività in proprio.
Nel 1949 la Fiom rileva 15 principali aziende metalmeccaniche della provincia di Modena, fra le quali la Fonderia Emilia con 45 addetti, la più dimensionata dopo la fonderia Vismara che ne impiega 31; l’orario settimanale è di 44 ore, mentre nelle fonderie maggiori arriva a 48 ore.
Durante gli anni del “miracolo economico” (1959-63) questa nuova imprenditoria metalmeccanica modenese si afferma in produzioni nuove, accanto a quelle delle macchine agricole, delle fusioni di ghisa e alle altre che già venivano effettuate precedentemente. In questo modo la giovane industria metalmeccanica modenese riesce a superare rapidamente la recessione del 1964-1965 e nella seconda metà degli anni sessanta vive un nuovo periodo di rapida espansione, caratterizzato soprattutto da un considerevole aumento delle esportazioni. 

Fonderia Emiliana
Via Nonantolana 179
41100, Modena (MO)